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Fondo di Garanzia PMI: come si leggono i numeri e come si accede

Nel primo trimestre 2026 il Fondo di Garanzia ha accolto oltre 60mila domande e garantito 7,7 miliardi di euro. Cosa dicono i dati su regioni e taglio medio, e la guida pratica per accedere: requisiti, coperture, cosa chiedere alla banca.

Redazione · 16 aprile 2026

Nel primo trimestre 2026 il Fondo di Garanzia per le PMI ha accolto 60.536 domande, a fronte di 10,86 miliardi di euro di finanziamenti e 7,66 miliardi di importi garantiti. Sono i dati ufficiali pubblicati ad aprile 2026 nella sezione Numeri del Fondo gestita da Mediocredito Centrale.

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Cosa dicono i numeri del primo trimestre 2026

I tre indicatori da guardare nel report del Fondo sono sempre gli stessi: domande accolte, finanziamenti attivati, importo garantito.

Tra gennaio e marzo 2026 le domande accolte sono state 60.536. I finanziamenti collegati valgono 10.863.494.176 euro, gli importi garantiti 7.656.633.988 euro (Numeri del Fondo). Il rapporto tra le due grandezze, calcolato sui dati del Fondo, dice che la copertura media effettiva si aggira intorno al 70% del finanziamento: un valore intermedio tra le aliquote massime previste per gli investimenti e quelle più basse riservate alla liquidità.

C’è un quarto numero che il report non pubblica ma che si ricava con una divisione: il taglio medio. Dividendo i finanziamenti per le domande accolte si ottiene un importo medio di circa 179mila euro per operazione (elaborazione su dati Fondo di Garanzia, primo trimestre 2026). Non è il credito delle grandi operazioni industriali: è il finanziamento tipico di una micro o piccola impresa che compra un macchinario, allunga il circolante o ristruttura il debito.

Dove va il credito garantito, regione per regione

Il report regionale di gennaio-marzo 2026 mostra una concentrazione netta. La Lombardia guida con 9.667 domande accolte e 1,93 miliardi di finanziamenti. Segue il Veneto con 7.692 domande e 1,30 miliardi. Terza la Campania: 5.557 domande e 1,21 miliardi di finanziamenti, davanti a Lazio e Piemonte.

Due letture utili per un titolare:

Il report nazionale contiene anche la ripartizione per settore e per finalità del finanziamento: vale la pena scaricare il PDF trimestrale e confrontare il proprio comparto con il totale.

Chi può accedere al Fondo

I requisiti sono pubblicati nella pagina Conosci il Fondo. Possono accedere le imprese fino alla media dimensione iscritte al Registro delle Imprese e i professionisti con partita IVA iscritti a ordini o ad associazioni riconosciute dal Ministero. Le soglie sono quelle europee: microimpresa fino a 10 occupati e 2 milioni di fatturato, piccola fino a 50 occupati e 10 milioni, media fino a 250 occupati e 50 milioni di fatturato.

Con la riforma in vigore dal 1° gennaio 2024 sono ammesse anche le small mid cap, cioè le imprese tra 250 e 499 addetti, oltre a enti del terzo settore, start-up e incubatori certificati. La stessa riforma fissa l’importo massimo garantito per singola impresa a 5 milioni di euro.

Quanto copre la garanzia e quanto costa

Le percentuali di copertura dipendono dalla finalità del finanziamento. Secondo la pagina ufficiale Conosci il Fondo, la garanzia diretta arriva all’80% per le operazioni di investimento e per categorie specifiche come start-up e imprese innovative, mentre per le operazioni di liquidità la copertura è al 50%. La riassicurazione a favore dei confidi segue le stesse soglie.

Il costo è basso e in un caso è zero. La riforma del 2024 ha eliminato le commissioni per le microimprese e le ha fissate allo 0,5% dell’importo garantito per le piccole, all’1% per le medie e all’1,25% per le small mid cap. Una tantum, non annuale.

Come si presenta la domanda: cosa chiedere alla banca

L’impresa non presenta domanda direttamente al Fondo. La richiesta la inoltra la banca convenzionata o il confidi insieme alla pratica di finanziamento, come indicato nella pagina Conosci il Fondo. In pratica, la garanzia pubblica si attiva dentro la trattativa con la propria banca. Tre domande da fare in filiale:

Prima della firma conviene anche verificare la propria posizione sul portale rating del Fondo, che permette all’impresa di consultare il modello di valutazione usato in fase di ammissione.

Il Fondo non è l’unico strumento

La garanzia pubblica copre il credito bancario ordinario. Chi investe in beni strumentali digitali o in efficienza energetica può combinare il finanziamento garantito con il credito d’imposta Transizione 5.0, mentre chi finanzia progetti di internazionalizzazione trova condizioni dedicate nel Fondo 394 di SIMEST. La logica è la stessa: strumenti pubblici che riducono il costo o il rischio del capitale, a condizione di conoscerli prima di sedersi davanti alla banca.

I prossimi report trimestrali del Fondo usciranno a luglio e a ottobre 2026. Il confronto con i 60.536 accoglimenti di gennaio-marzo dirà se la domanda di credito garantito delle PMI sta accelerando o rallentando.

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