NORMATIVA
Nuova Sabatini 2026: requisiti, plafond e come presentare domanda
Scheda operativa sul principale incentivo per i beni strumentali: chi può accedere, quanto contributo spetta e come si presenta la domanda tramite la banca. Il plafond è a esaurimento: chi si muove a inizio anno parte avvantaggiato.
Redazione · 19 febbraio 2026
La Nuova Sabatini è il contributo statale che abbatte il costo dei finanziamenti per l’acquisto di macchinari, impianti e tecnologie digitali. Possono accedere tutte le PMI con sede in Italia, la domanda si presenta tramite la banca e i fondi sono a esaurimento: la legge di bilancio 2026 ha rifinanziato la misura con 650 milioni di euro per il biennio 2026 e 2027, come riporta la scheda ufficiale del MIMIT.
Perché ti riguarda:
- Se hai in programma l’acquisto di un macchinario, un impianto o un gestionale nel 2026, questo è l’incentivo più semplice da attivare: niente bandi, niente click day, la pratica viaggia insieme alla richiesta di finanziamento.
- Il plafond non è infinito. La misura resta aperta finché ci sono fondi, poi lo sportello chiude. Le domande si accumulano durante l’anno: presentare a inizio anno riduce il rischio di trovare lo sportello sospeso.
- Il contributo si perde per errori di procedura, non di merito. La causa più frequente di rigetto è avviare l’investimento prima di aver presentato la domanda.
Chi può presentare domanda
I requisiti sono elencati nella scheda della misura sul sito MIMIT. Possono accedere le micro, piccole e medie imprese che:
- sono regolarmente costituite e iscritte al Registro delle imprese;
- hanno sede legale o almeno un’unità locale in Italia;
- sono nel pieno esercizio dei propri diritti e non in liquidazione volontaria;
- non rientrano nella definizione europea di impresa in difficoltà;
- non hanno ricevuto aiuti dichiarati illegali dalla Commissione europea senza averli rimborsati.
Sono ammessi tutti i settori produttivi, agricoltura e pesca comprese. L’unica esclusione riguarda le attività finanziarie e assicurative.
Cosa si può comprare con la Nuova Sabatini
L’agevolazione copre beni strumentali nuovi di fabbrica: macchinari, impianti, attrezzature, hardware, software e tecnologie digitali. Restano fuori terreni, fabbricati, beni usati o rigenerati. Il bene deve essere funzionale all’attività dell’impresa e restare in azienda: non si finanzia il magazzino merci, si finanzia la capacità produttiva.
Quanto contributo spetta
Il meccanismo è indiretto ma il vantaggio è concreto. L’impresa ottiene un finanziamento bancario o un leasing tra 20.000 euro e 4 milioni di euro, di durata massima di 5 anni, da un istituto aderente alla misura. Il MIMIT riconosce un contributo in conto impianti pari agli interessi calcolati a un tasso convenzionale: 2,75 per cento annuo per gli investimenti ordinari, 3,575 per cento per gli investimenti 4.0 e per quelli green, come indicato nella scheda ufficiale della misura.
Tradotto: su un macchinario 4.0 di taglia importante il contributo copre una quota rilevante degli oneri finanziari, e si somma alla convenienza di altri strumenti come il credito d’imposta Transizione 5.0, che segue però regole e scadenze proprie.
Esiste anche una linea dedicata alla capitalizzazione: per le società di capitali che aumentano il capitale sociale in occasione dell’investimento, il tasso convenzionale applicato a micro e piccole imprese è maggiorato rispetto a quello ordinario, mentre per le medie imprese resta allineato all’aliquota prevista per gli investimenti 4.0 e green; i valori aggiornati sono pubblicati nella scheda ufficiale del MIMIT.
Come si presenta la domanda
Qui sta la particolarità della misura: la domanda non si invia al Ministero, si presenta alla banca. Secondo le FAQ ufficiali del MIMIT, il modulo va compilato attraverso la procedura telematica dedicata e trasmesso via PEC all’indirizzo della banca o dell’intermediario finanziario aderente. In pratica:
- L’impresa sceglie il bene e chiede un preventivo al fornitore.
- Compila la domanda di agevolazione sulla piattaforma e la invia via PEC alla banca insieme alla richiesta di finanziamento.
- La banca delibera il finanziamento e trasmette la pratica al Ministero.
- Il MIMIT adotta il provvedimento di concessione del contributo.
- Solo a quel punto l’impresa può stipulare il contratto e avviare l’investimento, da concludere entro 12 mesi.
Quando arrivano i soldi
Secondo la pagina MIMIT sull’erogazione, per i finanziamenti fino a 200.000 euro il contributo arriva in un’unica soluzione; sopra quella soglia viene erogato in quote annuali, entro sei anni dall’ultimazione dell’investimento. La richiesta di erogazione va trasmessa entro 120 giorni dal termine ultimo previsto per la conclusione del programma: sforare quel termine comporta la revoca totale dell’agevolazione.
Scadenza: la Nuova Sabatini non ha una data di chiusura. Lo sportello resta aperto fino a esaurimento del plafond, che la legge di bilancio 2026 ha fissato in 650 milioni di euro per il biennio. Chi presenta domanda a inizio anno prenota le risorse; chi aspetta l’autunno rischia la sospensione dello sportello in attesa del rifinanziamento successivo.
Gli errori che fanno respingere la pratica
Le FAQ del MIMIT fotografano i motivi ricorrenti di rigetto o revoca. Sono quasi tutti evitabili:
- Investimento avviato prima della domanda. Ordini firmati o acconti versati prima della PEC alla banca rendono la spesa inammissibile. Prima la domanda, poi gli impegni col fornitore.
- Finanziamento stipulato prima della domanda. Stesso principio: il contratto con la banca deve seguire, non precedere, la presentazione.
- Investimento oltre i 12 mesi. Il programma va completato entro un anno dalla stipula. Con i tempi di consegna lunghi di alcuni costruttori, il margine va verificato prima di firmare.
- CUP e diciture mancanti in fattura. Le fatture devono riportare il codice unico di progetto e la dicitura richiesta dalla normativa: una fattura senza riferimenti può bloccare l’erogazione.
- Beni usati o non conformi. Solo beni nuovi di fabbrica: il revamping di un impianto esistente non rientra.
Cosa fare adesso
Per un titolare che ha già in agenda un investimento, la sequenza corretta è: preventivo del fornitore, verifica dei requisiti con la propria banca, domanda via PEC, e solo dopo la concessione ordini e contratti. Chi guarda anche ai mercati esteri può valutare in parallelo strumenti dedicati come il Fondo 394 di SIMEST, che finanzia i progetti di internazionalizzazione con logiche diverse.
La regola generale vale per tutti gli incentivi a sportello: il merito conta meno della tempistica. La Nuova Sabatini premia chi arriva presto con una pratica pulita.