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Cassetto fiscale, il commercialista non vede ancora gli accertamenti

Dal 28 luglio 2026 il cassetto fiscale dell'Agenzia delle Entrate mostra anche avvisi di accertamento, liquidazione e autotutela nella sezione L'Agenzia scrive. Nella prima fase, però, i professionisti con delega non possono ancora consultarli.

Redazione Economia B2B · 13 settembre 2026

Dal 28 luglio 2026 il cassetto fiscale mostra anche gli atti di accertamento, ma solo al titolare, non al commercialista delegato.

Il cassetto fiscale è l’area riservata dell’Agenzia delle Entrate che raccoglie in un unico punto la posizione fiscale di un’impresa o di un professionista: dichiarazioni presentate dal 1998, versamenti F23 e F24, rimborsi liquidati dal 1994 e atti registrati dal 1986. Dal 28 luglio 2026, in attuazione del decreto Semplificazioni (D.Lgs. 1/2024), una nuova sezione chiamata “L’Agenzia scrive” ha aggiunto avvisi di accertamento parziale automatizzato, avvisi di liquidazione su imposta di registro e imposte sostitutive sui finanziamenti, e i relativi provvedimenti di autotutela.

Perché ti riguarda

Un titolare di PMI che ha sempre delegato la lettura del cassetto fiscale al proprio commercialista si trova, per la prima fase di questa novità, con una responsabilità in più: gli avvisi di accertamento e liquidazione più recenti compaiono solo nell’area riservata del contribuente, non in quella dell’intermediario delegato. Un termine di decadenza per fare ricorso o chiedere l’autotutela non si sposta perché nessuno lo ha controllato per tempo. Chi non consulta mai personalmente il cassetto fiscale, fidandosi solo delle comunicazioni dello studio, rischia di scoprire un avviso con settimane di ritardo rispetto a chi lo controlla in prima persona.

Cosa contiene davvero il cassetto fiscale

Il cassetto fiscale non è un archivio generico: ogni sezione ha un perimetro e una data di partenza precisi. Le dichiarazioni fiscali coprono gli anni d’imposta dal 1998 in avanti, comprese le comunicazioni ricevute dall’Agenzia, mentre in una sezione separata finiscono i versamenti, cioè i modelli F23 e F24 presentati e le relative ricevute. Sul fronte opposto ci sono i rimborsi: le somme liquidate dopo il controllo delle dichiarazioni dei redditi dal 1994 e i rimborsi automatizzati da dichiarazioni IVA, con gli atti registrati che invece risalgono fino al 1986. L’ultima arrivata, dal 28 luglio 2026, è la sezione “L’Agenzia scrive”, che aggiunge gli avvisi di accertamento parziale automatizzato emessi ai sensi dell’articolo 41-bis del DPR 600/1973, gli avvisi di liquidazione su imposta di registro (compresa la decadenza dalle agevolazioni prima casa) e sulle imposte sostitutive sui finanziamenti, insieme ai provvedimenti di autotutela totale o parziale.

Come si accede e cosa serve

L’accesso al cassetto fiscale è gratuito e disponibile a qualunque ora tramite SPID, Carta d’identità elettronica o Carta nazionale dei servizi: non serve più il vecchio PIN Fisconline per un contribuente che si registra oggi. Un’impresa individuale, una società o un professionista con partita IVA accede alla propria posizione con le stesse credenziali che usa per gli altri servizi pubblici digitali, senza bisogno di un appuntamento o di una richiesta scritta all’ufficio territoriale.

Come funziona la delega al commercialista

Un contribuente può delegare al massimo due intermediari abilitati, tipicamente il proprio commercialista o consulente del lavoro, con un’unica delega valida per più servizi: cassetto fiscale, fatture elettroniche, corrispettivi telematici e posizioni debitorie. La delega scade il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui è stata conferita, salvo revoca anticipata da parte del contribuente o rinuncia da parte dell’intermediario, e può essere rinnovata nei novanta giorni precedenti la scadenza. È proprio su questa delega che si è aperto il problema della fase di avvio: nella prima fase di attivazione della sezione “L’Agenzia scrive”, l’accesso agli atti di accertamento, liquidazione e autotutela resta precluso ai professionisti delegati, anche quando la delega copre già il resto del cassetto fiscale.

Cosa cambia in pratica per chi delega tutto

Un’impresa che ha sempre lasciato la gestione fiscale interamente allo studio associato non perde nessun diritto: gli avvisi restano notificati secondo le regole ordinarie, con gli stessi termini di legge per impugnazione e pagamento. Cambia però il canale di scoperta più rapido: finché l’accesso resta riservato al solo contribuente, un controllo periodico diretto nell’area riservata, anche solo mensile, diventa l’unico modo per vedere un avviso nel momento stesso in cui compare online, prima ancora che arrivi la notifica formale o la telefonata dello studio.

Domande frequenti

Il vecchio PIN Fisconline funziona ancora per entrare nel cassetto fiscale? Per i contribuenti già in possesso di un PIN attivo l’accesso resta valido fino a naturale scadenza delle credenziali, ma le nuove richieste passano solo da SPID, CIE o CNS.

La delega al commercialista copre automaticamente anche gli avvisi della sezione L’Agenzia scrive? No, non nella prima fase: la delega resta valida per dichiarazioni, versamenti, rimborsi e atti registrati, ma l’accesso agli avvisi di accertamento, liquidazione e autotutela è per ora riservato al solo contribuente delegante.

Quante persone si possono delegare contemporaneamente al cassetto fiscale? Al massimo due intermediari abilitati con un’unica delega, che scade il 31 dicembre del quarto anno successivo al conferimento.

Da quando si vedono i dati camerali e fiscali più vecchi nel cassetto? Le dichiarazioni partono dall’anno d’imposta 1998, i rimborsi dal 1994 e gli atti registrati dal 1986: dati precedenti non compaiono nell’area riservata.

Vai più a fondo

Il perimetro della sezione “L’Agenzia scrive” e i dettagli della delega unica sono descritti nelle pagine ufficiali dell’Agenzia delle Entrate sul servizio cassetto fiscale.

Tempo di lettura: 4 minuti

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